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Le linee metodologiche generali

Per individuare delle linee metodologiche comuni si è  è tenuto conto di quanto afferma Silvano Tagliagambe nella sua interessante pubblicazione: “Un nuovo ambiente di apprendimento: come sviluppare un raccordo coerente fra competenze e conoscenze” (disponibile in rete all'indirizzo:http://www.educationduepuntozero.it/Tecnologie-e-ambienti-diapprendimento/2011/04/img/tagliagambe2_all.pdf, e realizzata per il convegno ANDIS del 31 marzo 2011), riguardo i contesti d'apprendimento, gli elementi che determinano il successo di un apprendimento significativo e quale caratteristiche dovrebbero avere l'ambiente d'apprendimento e le modalità d'apprendimento. Tali concetti sono ben  rappresentati e sintetizzati nelle immagini sotto riportate. In particolare, nella seconda, mi sono permessa di aggiungere alla parola TV (media) la parola LIM, poiché credo che nella scuola primaria, la collocazione e le potenzialità che questo strumento offre siano ancora  da collocare  prevalentemente nell'ambito dell'apprendimento collettivo anche se, attraverso un utilizzo consapevole ed efficace di questo strumento, si può gradualmente sviluppare anche l'apprendimento connettivo e individuale.

 

Per contestualizzare poi meglio la cornice consettuale entro la quale andare a collocare le microunità di lavoro da sperimentare in classe, si è scelto di seguire lo schema proposto da Piercesare Rivoltella nel suo libro " Fare didattica con gli EAS" e  che consente di identificare meglio gli obiettivi che ci si proponeva nel nostro percorso di formazione e riflessione: spostare il focus d'attenzione dal contenuto alle attività, e concentrarsi, invece,  su quali processi favoriscano un apprendimento siginificativo, impegnandosi così ad identificare quali fossero gli elementi ed i passaggi più importanti da documentare all'interno di un curricolo breve.

Si è stabilito insieme inoltre di utilzzare una rubrica che mettesse in relazione il segmento di lavoro individuato con le competenze attivate, gli strumenti, le attività svolte da docenti e alunni e la verifica di conoscenze, abilità e competenze.

 

 

Come documentare

Innanzitutto si è riflettuto su un modello che in qualche modo potesse essere utile agli stessi docenti, sia a livello di condivisione, sia a livello di metariflessione sui processi attivati all'interno del segmento di lavoro individuato.

E' stato scelto quindi un modello di "sceneggiatura" già da me ampiamente utilizzato anche dall'INDIRE all'interno del Piano di formazione LIM e che, sempre insieme ai docenti, è stato modificato e adattato alle esigenze specifiche di questa azione.

"Sceneggiare” un’unità di lavoro 

Fase 1
Descrizione dell'attività

Titolo:
   
Argomento:   
Obiettivi formativi:
Obiettivi didattici

   

PERCORSO DIDATTICO

             

IL CONTESTO

Problema di partenza
Il setting (tecnologico) dell'aula
Funzione della tecnologia se utilizzata
Risorse e strumenti (digitali )utilizzati
Reperimento delle risorse
Scelta degli strumenti
Organizzazione del materiale didattico

“Sceneggiatura” dell'unità

Descrivere l'unità didattica per macrosequenze di azioni. Individuare la funzione delle risorse e degli strumenti utilizzati (anche digitali: LIM, software etc)

 

Sequenza 1

Descrizione della sequenza

 

Obiettivi della sequenza

Cosa fa il docente

 

 

 

Cosa fanno gli studenti

 

Sequenza 2

 

Descrizione della sequenza

 

Obiettivi della sequenza

Cosa fa il docente

 

 

 

Cosa fanno gli studenti

 

Riflessioni sull'attività

Paragrafo di considerazioni successive allo svolgimento dell'attività in classe

Ambiente di apprendimento e organizzazione delle attività didattiche

 

Quali sono i vantaggi rilevati nell'utilizzo della risorsa? Quali i vincoli e le difficoltà incontrate?
Quale influenza ha avuto la presenza del setting ( anche tecnologico se utiizzato) nella progettazione dell'attività e nelle scelte metodologiche?

 

Ricadute percepite/osservate

 Livello di motivazione, attenzione e coinvolgimento degli studenti

Livello di competenza digitale degli studenti

Dinamiche comunicative – relazionali tra docenti e studenti e nel gruppo dei pari

Si tratta naturalmente di un modello a "maglie larghe", che ogni docente ha potuto personalizzare e che cerca di spostare l'attenzione, ache in questo caso, sull'agito e sulle azioni che docenti e alunnni compiono all'interno di un percorso comune e reciproco di insegnamento/apprendimento.

Attraverso questo tipo di "modellizzazione", si cerca di focalizzarsi maggiormente sui processi e sugli strumenti utilizzati. Grande attenzione è stata data alla distinzione tra azioni compiute dal docente e azioni compiute dagli alunni, in modo da verificare la reale interattività e il reale contributo  agito e portato da parte degli alunni  Non a caso, si stimolano  i docenti ad osservare le ricadute all'interno di ogni step di lavoro e questo è stato fatto anche attraverso la consegna di stendere, alla fine di ogni step, un semplice diario di bordo narrativo, sia da parte del docente, sia da parte degli alunni, in modo assolutamente libero e spontaneo. I docenti, infatti, hanno elaborato diveri tipi di diario di bordo ed hanno stabilito anche diverse modalità di documentazione a questo riguardo, in funzione delle età degli alunni e delle situazioni di contesto individuate all'interno della propria classe.

Work in progress...le sceneggiature e i progetti

Sicuramente il contesto e i tempi dati sono stati molto limitati e quindi gli esempi che qui si riportano sono solo alcuni ed esemplificativi di un processo di autoformazione che è stato avviato ma  che va approfondito ulteriormente  e meglio articolato. Tuttavia, molti degli esempi sotto riportati si sono rivelati già molto interessanti.

 Negli allegati che seguono in particolare sono riportati:

  • esempi di "sceneggiatura" per diversi ordini scolastici
  • alcuni diari di bordo di docenti e alunni

Si tratta di un "work in porgress", poichè tutto il materiale sarà analizzato, riorganizzato e indicizzato, in modo da andare a costituire un archivo digitale ragionato di tutte le esperienze svolte.

Ci sembra corretto segnalare infine, sia pure sempre solo a titolo esemplificativo, un quadro progettuale completo, riorganizzato secondo le linee metodologiche individuate. Si tratta  di un'esperienza ormai rilevante per il territorio di riferimento, che ogni anno trova nuove piste di lavoro e nuove articolazioni: http://www.salvaguardiadelcreatobg.it/cittadinisul_serio.html

 

 

Work in progress...i diari di bordo

Sicuramente la messa a sistema di una documentazione anche di tipo narrativo, è stata accolta con grande curiosità e interesse da parte di tutti i docenti coinvolti nel percorso di ricerca azione.
In particolare, i docenti hanno sottolineato come questa semplice attività di "diario di bordo", se organizzata e periodicizzata con sistematicità, offra spunti di riflessione molto importanti, a prescindere dall'età degli alunni e dal contenuto loro proposto. 
Ri-leggere insieme e/o da parte dei docenti  le osservazioni inserite in questi "diari di bordo" ha permesso infatti di:

  • evidenziare in modo molto diretto quali siano gli aspetti metacognitivi del processo messo in atto;
  • verificare le reali competenze attivate;
  • riflettere  sul clima di tutorship attuato nei confronti della classe e/o di singoli alunni.

Sicuramente quella del diario di bordo è una attività poco utilizzata o peggio ancora molto "sottovalutata": tenere una documentazione viva e spontanea, ma sistematica e organizzata, invece, consente, se messa al centro di un processo reale di autovalutazione, di individuare meglio sia il contesto d'apprendimento significativo attivato, sia eventuali errori di impostazione all'interno di una sceneggiatura che, per sua maggiore flessibilità intrinseca,  può essere facilmente  modificata con ricadute più immediate ed efficaci, proprio se messe in relazione con il feedback immediato e sistematico ottenuto. 
A volte, lo stesso diario di bordo si è trasformato in un segno di "memoria ed appartenenza" comune del percorso svolto, offrendo sia ai docenti, sia agli alunni, la possibilità di avere a disposizione uno strumento di reale documentazione generativa, che ha consentito talvolta l'avvio e l'articolazione di nuovi step di lavoro e la costruzione di nuovi ambienti d'apprendimento, anche del tutto inaspettati.

Leggere e cogliere, infine, la freschezza e la spontaneità di alcuni report mette di "buon umore" e ridona verità e dignità a un fare scuola in cui molti docenti ancora credono...per fortuna.

Gli incontri di formazione e il coordinamento della documentazione sono stati svolti dalla docente formatrice Francesca Scalabrini.
Riportiamo il link al diario di bordo scaricabile da dropbox
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